Soglia nord
IL GRANDE TETTO DORATO RENDE PREZIOSO QUESTO ANTICO CASALE. L’OPERA È DEDICATA ALLA SUA STORIA E A COLORO CHE PASSANDO DI QUI IMMAGINERANNO LE SUE STANZE VUOTE RIEMPIRSI NUOVAMENTE DI VITA.
L’opera intende toccare l’architettura ora abbandonata di Ca’ Cottoni, caricarla di nuovo senso e riconsegnarla alla comunità e ai visitatori come un quasi-oggetto attraverso il quale esplorare passato e futuro del luogo.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo tetto a sostituire quello decadente che oggi copre il volume dell’edificio.
La copertura è concepita in lamiera metallica dorata e caratterizzata da un disegno modulare di piccole piramidi a base quadrata che rifletteranno la luce in modo diverso in relazione alla sua intensità e ai diversi punti possibili d’osservazione.
Ca’ Cottoni ha attraversato la storia della tenuta ospitando al suo interno per molti anni le famiglie del luogo e la canonica della vicina Chiesa della Resurrezione, oltre a spazi di lavoro e socialità1. La sua architettura – monumento semplice e solenne insieme nel paesaggio della pianura – è immagine di un pezzo di storia sociale della comunità, metafora del rapporto secolare tra le persone e la campagna lavorata di Ca’ Corniani.
Il grande tetto dorato pensato per l’edificio da un lato riqualifica la sua architettura, dall’altro riconferisce dignità e valore ad un pezzo importante del paesaggio sentimentale del luogo caricando di un’aura nuova l’edificio.
Una didascalia incisa su una pietra ai piedi dell’architettura e leggibile dalla strada di passaggio inviterà i visitatori a re-immaginarne senso e spazio che li circonda in quel preciso momento.
L’opera d’arte è una soglia tra passato e futuro.
L’opera tocca un oggetto d’architettura che è già esistente riposizionandolo, attraverso una semplice trasformazione fisica, nella nuova trama dell’impianto paesistico di Ca’ Corniani.
L’opera è un’architettura che risplende brillante sotto i raggi di sole della campagna circostante.
1 Le informazioni sulla storia di Ca’ Cottoni sono state raccolte in situ durante i sopralluoghi e attraverso interviste con la comunità, con i referenti di Genagricola e con i ricercatori della storia del luogo.
Soglia est
QUESTE LUCI VIBRERANNO QUANDO IN ITALIA UN FULMINE CADRÁ DURANTE I TEMPORALI. QUEST’OPERA È DEDICATA A CHI PASSANDO DI QUI PENSERÁ AL CIELO.
Concepita per invitare il visitatore, il cittadino e il passante ad abbracciare con un solo sguardo la vasta area di cielo che sovrasta la parte di terra coltivata nei pressi dell’accesso da Caorle delle aree di Ca’ Corniani, l’opera è testo nel paesaggio, architettura luminosa nella pianura e didascalia di se stessa.
Una grande scritta di luce – caratteri fragili scritti a mano dall’artista – sarà allestita tra i campi su una struttura metallica di sostegno. Visibile da vicino e da molto lontano lungo le strade di attraversamento dell’area, sarà un segno luminoso esteso nel paesaggio e apprezzabile a diverse scale:
“Queste luci vibreranno quando in Italia un fulmine cadrà durante i temporali. Quest’opera è dedicata a chi passando di qui penserà al cielo.”
Il dispositivo di regolazione dell’intensità luminosa di questo testo sarà collegato con il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) e aumenterà l’intensità del proprio flusso in corrispondenza della caduta di un fulmine sul territorio italiano.
L’opera è una soglia tra terra e cielo. È una didascalia al panorama celeste.
Il tempo presente di Ca’ Corniani e di tutti i cieli italiani. Qui, ora.
L’opera, vero e proprio dispositivo di curatela del paesaggio, re-indirizza lo sguardo e il pensiero dello spettatore verso l’alto, trasforma un frammento di Ca’ Corniani in un pezzo di territorio sensibile in cui l’arte rileva, rivela ed esplora, attraverso un segno luminoso, l’enigmaticità dei fenomeni naturali e il loro seducente mistero. L’atmosfera, i fulmini e la volta celeste: l’arte contiene il senso mistico della natura.
Quest’opera-didascalia – operazione di scrittura nel luogo e sul luogo – nasce con l’intenzione semplice di rilanciare l’attenzione e il pensiero del visitatore verso ciò che già esiste, verso la scena naturale che lo circonda; muove nell’intenzione di responsabilizzarne lo sguardo.
Soglia ovest
I RITRATTI DEI CAVALLI E DEI CANI CHE VIVONO NEL PODERE SONO I CUSTODI DI QUESTO PAESAGGIO. L’OPERA È DEDICATA A LORO E ALLE PERSONE CHE PASSANDO DI QUI VEDRANNO QUESTI ESTESI CAMPI COLTIVATI COME UN GRANDE GIARDINO.
Cinque ritratti scultorei in resina acrilica e polvere bianca di marmo sono allineati lungo il perimetro della terza area di progetto, lungo il confine di una delle aree agricole di Ca’ Corniani e lungo le acque di uno dei rami del canale di Livenza.
Le sculture sono i ritratti esatti dei cavalli e dei cani che vivono in quello specifico podere oggi.
Concepite su cinque parallelepipedi/basi dello stesso identico materiale dei corpi scultorei – sui quali è incisa la didascalia – le opere risplenderanno bianche alla luce naturale del sole a costituire un enfilade di figure che si allunga perpendicolare ad uno dei passaggi ciclabili dell’area, dopo il ponte verso Caorle.
Gli animali, algidi e quasi classici osservano la campagna: riecheggiano nella loro disposizione urbanistica gli allineamenti di sculture nel paesaggio della tradizione delle ville venete cinquecentesche.
Queste figure animali sulla soglia, silenziosi custodi della bellezza agricola che le circonda, sono da un lato un altro monumento al
presente di Ca’ Corniani – gli animali veri che oggi abitano, lavorano e appartengono ai contadini, a questa terra e alla sua vita biologica e produttiva – e dall’altro icona e manifesto di un approccio, di un’attitudine allo sguardo sulla natura coltivata come risorsa estetica e culturale.
L’agricoltura è un giardino di bellezza, gli animali che la vivono ne sono custodi e abitanti.
L’opera parla la lingua della campagna e della sua comunità, produce un racconto e un gossip positivo tra la gente. Ritrae la realtà della vita e la sua verità. Muove “verso” gli spettatori, gli abitanti del luogo e i visitatori.
Attraverso un gioco sottile di riflessi e assonanze tra passato e presente si presenta come una scena nuova lungo le geometrie dei campi coltivati. Una visione classica e ambiguamente spiazzante di figure bianche lungo i prati e le linee d’acqua del territorio: una galleria di ritratti animali nel paesaggio agricolo di Ca’ Corniani.